venerdì, 13 giugno 2008

lo sguardo del gatto non lascia alcun dubbio

cammino in bilico tra la terra e l'universo vuoto fumando una sigaretta di quelle stronze, già fatte, che non smettono di bruciare fino alla fine. i sogni sono più brevi del sonno e mostrano il finale diventando poveri e inutili. forse le farfalle lo sanno il motivo e forse anch'io ma cerco propositi falsi per andare avanti controvoglia. guardo le formiche e i miei piedi nudi sul suolo tiepido del cortile e so che vivere come se fosse l'ultimo giorno è ben diverso dall'attendere sperando che lo sia.
la realtà è che più nulla vale abbastanza anzi quel poco che c'è vale troppo e ormai si misura in valùta straniera. emozioni spente che non nascono dal cuore ma escono dal culo come in una catena di montaggio per operai ciechi. perchè non provo emozioni?

venerdì, 30 maggio 2008

luna

passi imprevisti e fragili cercando di schivare il buio dentro e intorno. il dolore sotto le unghie, sotto le palpebre, dentro le orecchie, accanto al cuore. e l'indifferenza come coltura intensiva. forse unica protezione a pericoli più grandi come l'interesse di un uomo. poi quel sorriso, l'abbraccio, la gioia improvvisa e breve di un istante che probabilmente non sarà mai memoria ma resterà a scaldare il cuore nelle notti fredde. provo ad immaginare dove sei ora, cosa stai facendo ed esco perdente da questo gioco. intanto intorno la gente muore, la pioggia cade, il cane abbaia, io piango e il gatto se ne fotte.

martedì, 18 dicembre 2007

...e non sai perchè.

con tutto questo tempo non posso far altro che scrivere. scrivere d'amore, di morte e di altre sciocchezze direbbe qualcuno. o scrivere d'amore anche se si fa ridere. l'amore sconosciuto, lontano, povero. inutile. quello che veramente fa ridere. folle e vuota anima che non si concede nemmeno un po' di solitudine. cercata e rifiutata al tempo. sarà mai successo veramente o è solo l'illusione di un uomo piccolo e ridicolo?
quando i fragili strati di emozioni che cospargono la pelle morta vibrano, sembra un gioco di luci magiche che risveglia qualcosa sempre più sconosciuto. piccoli frammenti di ossa vecchie che non trovano pace nè riposo. persino sottoterra, laggiù, qualcosa si muove, rosica e ferisce. allora una carezza diventa poesia, un sorriso rimedio e uno sguardo magia falsa e affascinante come l'amore di una puttana. termina un sogno che in fondo era fuga girando in tondo, gli occhi a terra, lontani da una meta.
perchè credere in qualcuno che appena è un qualcosa mentre a se stessi nemmeno si presta attenzione? ma forse sarebbe un ascolto inutile molto più degno se offerto al silenzio. la notte riposa, io no. non c'è sonno dietro all'errore di una vita sciupata al sole e nemmeno l'inverno saggio può trasformare quei giorni di maggio uguali per sempre.
la bimba riposa intrecciata al suo uomo che forse come tanti vive tra noia e perdono. ma lei non se ne accorge perchè quel male interno che uccide la vita cancella i brutti ricordi e deforma i momenti più tristi. tanto tempo a cercare un giardino senza sapere che fiore piantare quando forse anche una margherita potrebbe crescere tra l'asfalto. riposa la notte, io no. tra pozze di pioggia con l'acqua già sporca nuotano i morti senza una via. perchè averli creati allora come aborti voluti? frazioni di vita come puntate alla roulette. e svegliarsi una sera per accorgersi di non valere nemmeno un articolo, forse appena una preposizione, indefinita, indeterminata, incerta. se avessi vent'anni non cambierei nulla, perchè a vent'anni la vita sta a galla e non chiede niente mentre paziente e innocente ti trita il presente. sogni rotti, come un bimbo nato morto.
il sonno ormai non mi appartiene. sospettoso si tiene a distanza per punirmi e far sì che la mente possa pugnalare la mia anima all'infinito con ferite sottili che prolunghino la sofferenza. peggio che non morire mai. essere morente all'infinito. paralizzato e con gli occhi spalancati davanti a una fine certa che immobile attende sulla soglia di casa. la cosa peggiore è che non sorride. non c'è premio per nessuno, non esiste vincitore. solo ovvio, dovuto. perchè la vita in fondo non è detto che abbia un senso, una meta. e allora come ombre vaghe senza inizio e senza fine siamo attimi qualunque che perdono tempo cercando una logica che non c'è. come un bimbo morto. e non sai perchè.

mercoledì, 05 dicembre 2007

la strada

frammenti di solitudine conditi con gocce di tristezza in un natale anticipato che non conosce più se stesso. una fine che non arriva ma si preannuncia con dolore cronico. le ossa fragili accompagnano questa discesa eterna e infinita. caronte non sorride. in lui la pena del mondo.

sabato, 01 dicembre 2007

occhi di vetro

cosa vuoi veramente? in cosa credi? ami? dove è nato questo sentimento? di cosa è fatto? forse ti sei persa in un sogno lontano, un'isola e poi... forse nemmeno sai cosa dici. parole al vento, sogno di liceale, mamma per gioco e ora una vita dura. o credi che il futuro si acquisti online pensando a lei o a te. cosa credi possa nascere dal silenzio? la morte forse o peggio, la noia. vita triste rinchiusa in una agenda mentale settimanale dove tutto ha un senso ovvio e incomprensibile. spazi definiti da linee certe e colori ripetitivi dove nulla è vita. nulla è esistenza. dove ogni cosa è una sequenza infinita di uno e zero fino a perderne il senso ma conservando una costanza inutile. persino gli alberi si sono dimenticati delle stagioni.

lunedì, 26 novembre 2007

aguacero

un cielo fragile si stende su una terra ancora senza futuro. gente immobile osserva il proprio corpo che si decompone mangiato dai vermi e non comprende il presente perchè ignora un passato cancellato dalla storia. oggi però qualcuno ha deciso di parlare, di raccontare a piena voce una verità difficile. sono giorni d'attesa. di paura. e di speranza. grazie presidente chavez.

martedì, 20 novembre 2007

un angolo di paradiso

Sono stato quasi due mesi a Bogotà e dopo sei anni di assenza ho trovato la città molto diversa da come la ricordavo. Più organizzata, più pulita e soprattutto molto più costosa. Ovviamente tutto ciò in riferimento alla zona centro-nord di una città immensa. Dieci milioni di abitanti e molti vivendo nella propria casetta. Il punto è che tutta la vita sociale ed economica si sviluppa esclusivamente in questa parte "ricca" della citta", socialmente e architettonicamente molto simile a qualsiasi metropoli sviluppata. La zona sud è poverissima, le case sono abbozzate, semplici e non tutte tengono i servizi minimi di acqua potabile ed elettricità. Nella zona ricca la gente lavora e studia, esce tutti i week-end permettendosi ristoranti con menu da 80-90 euro a persona mentre al sud molti lottano per un piatto di riso che nella cucina colombiana sostituisce il nostro pane.
Un autobus mi ha accompagnato recentemente nel Quindìo, una regione turistica del paese, zona di montagne, boschi, ponchos e sombreros, di gente a cavallo e piantagioni di caffè. La capitale di questo departamento (regione) è Armenia, una cittadina di 850.000 abitanti che ha compiuto poche settimane fa' i 118 anni dalla sua fondazione. La popolazione, come quella di Bogotà e della maggior parte dei grandi centri urbani della zona con il clima più fresco, è quasi interamente meticcia (i bianchi diciamo, potendo incontrare variazioni cromatiche che giungono sino al capello biondo e l'occhio azzurro). Moltissime persone con titoli di studio anche universitari vivono con salari di 800.000-1.000.000 di pesos (280-400 euro) per 55-70 ore di lavoro settimanale. Nonostante ciò il costo della vita inferiore alla capitale permette di avere una casetta, cibo a sufficienza e un po' di divertimento nel week-end. Procedendo verso sud-ovest si giunge nel departamento del Valle del Cauca (il Cauca è il secondo fiume più importante e, purtroppo,  inquinato della Colombia, nonchè affluente del Magdalena che è il principale). La capitale è Cali. Questa zona che prima era una regione unica con il departamento del Cauca più a sud, è un territorio popolato principalmente dalla popolazione afrocolombiana (la cui presenza aumenta mano a mano che ci si avvicina alla costa pacifica) e dai sopravvissuti indios (soprattutto nella zona montagnosa).
Dall'inizio degli anni '60 queste popolazioni sono state vittime di uccisioni, attentati e soprattutto hanno dovuto affrontare il fenomeno del "desplazamiento", ovvero l'abbandono forzato dei propri territori e delle proprie campagne a causa della violenza paramilitare.
Il paramilitarismo è un fenomeno nato da precise politiche militari imposte dagli stati uniti in questo paese: armare la popolazione civile per difendersi da possibili guerriglie "comuniste". In realtà le principali attività erano e sono tre: liberare territori abitati per permettere alle multinazionali americane di sfruttare il ricco sottosuolo ( quinto paese per produzione di petrolio, i migliori smeraldi, ha il 42% dell'oro disponibile in latinoamerica oltre a uranio e altri minerali ed è uno dei piu importanti paesi al mondo per risorse idriche), liberare terre rese fertili dai campesinos per permettere ai grandi latifondisti di espandersi con le monocoltivazioni (la principale è quella della canna da zucchero qui nel valle del cauca) e proteggere tra questi latifondisti i produttori di coca.
Quando si sviluppo' la coltivazione della droga la guerriglia imponeva ai contadini di coltivare un terzo delle terre con prodotti alimentari mentre i grandi proprietari terrieri eliminavano ogni altro prodotto.
Buenaventura è la porta economica sul pacifico per la colombia. Nonostante ciò il governo non ha mai prestato attenzione a questa zona. C'è una sola strada che conduce alla città ed è soggetta a frequenti valanghe che la rendo spesso non transitabile. La costa pacifica, a differenza di quella atlantica è soggetta a continue pioggie e paradossalmente è una delle zone con maggiori problemi di reperibilità di acqua potabile.
Inoltre ora, dopo le politiche militaristiche di Bush e lo sviluppo di altre potenze economiche come Cina e India, gli stati uniti stanno perdendo quote di mercato nell'economia globale e si stanno ridirigendo al territorio delle americhe per trovare risorse. Il trattato di libero commercio (ALCA) che stanno per firmare con la colombia in realtà prevede un libero commercio in una sola direzione (da nord a sud) e creerà un aumento della povertà nel paese. Per questo gli USA stanno finanziando una campagna per aumentare la forza militare e paramilitare della Colombia onde evitare possibili rischi di ribellione.
A cuasa della perdita del controllo sul canale di Panama infine, gli stati uniti hanno bisogno di un nuovo canale transoceanico di controllo sul traffico commerciale e il progetto sarebbe poco piu a nord di Buenaventura con la realizzazione di un canale secco nel departamento del Chocò (che confina con Panama ed è l'unico con la costa su entrambe gli oceani oltre ad essere uno dei più poveri del Paese e con la maggior popolazione afro). Questo megaprogetto insieme ad altri tre, sta causando una serie continua di attacchi alla popolazione delle campagne, costretta a "liberare" questi territori e rifugiarsi nelle città aumentando i problemi dell'urbe. I paramilitari nelle città si occupano di ripulire la società eliminando fisicamente i più poveri per garantire il benessere e la "pulizia" all'oligarchia colombiana. Nella solo città di Cali vengono assassinati nei quartieri poveri ogni anno 74 giovani ogni 100.000 abitanti.
Tre anni fa, Salvatore Mancuso, il capo colombiano dei paramilitari, in una intervista alla tv ha dichiarato esplicitamente che i para controllano direttamente il 35% degli eletti nelle due camere del parlamento.
Il potere legislativo quindi (per anni alternanza di liberali e conservatori uniti nel Fronte Nazionale per impedire l'ascesa dei partiti democratici) non fa nulla per impedire tutto ciò e il potere giuridico appoggia queste attività attraverso l'impunità dei colpevoli. L'impunita verso i delitti di violazione dei diritti umani in colombia è la più alta al mondo (97%).
Ma veniamo all'altra faccia di questo Paese meraviglioso. La Colombia è il Paese dell'america latina con la maggior varietà di flora, fauna e popolazione. L'estensione, la presenza dei due oceani, la varietà di climi dovuti alle diverse altitudini offrono paesaggi che vanno dall'alpino al tropicale, subtropicale ed equatoriale. In piccole zone si incontrano microclimi secchi quasi desertici e la costa atlantica offre uno dei migliori paesaggi caraibici.
La popolazione è la più mista dell'america latina, le comunità indigene sono tra le più organizzate. La musica la fa da padrona ovunque e, fuori dalle grandi città riempie l'aria da mattina a notte fonda. La salsa di Cali, la cumbia, il merengue, il vallenato della costa atlantica, la champeta e molte altre musiche e danze tipiche. Un menu' che a volte potrebbe sfidare il nostro: ottime carni (il bestiame vive all'aperto tutto l'anno e l'erba verde non manca), pesci e molluschi, un'infinita varietà di frutta per ottimi succhi naturali preparati sul momento, verdura. Insomma allegria, colori e sapori di un Paese che sfida il conflitto e vive. Paesaggi unici, una cultura, anzi molte culture che si incontrano e si mescolano, architetture splendide e il sogno di "el dorado".
Spero che il ritratto non sia parso quello di un paese invivibile. Si esce la sera, si cammina per le strade, fuori dai grandi centri la porta di casa è sempre aperta e la disponibilità e ospitalità della gente non ha eguali.

da oggi raccontandovi il mio viaggio su "mi buenaventura"

lunedì, 19 novembre 2007

cultura di plastica

il caldo umido sospende il tempo che immobile inizia a ripetersi all'infinito. una bomba esplode, un ragazzo viene assassinato da un poliziotto, la gente inizia ad odiare se stessa. nulla si sa, nulla si saprà. senza conoscenza anche i sogni sono piccoli. ogni differenza è nemica. basta un dettaglio, anche minimo, con gli occhi appannati dal caldo umido.


martedì, 06 novembre 2007

brida

cada persona, en su existencia, puede tener dos actitudes: construir o plantar. los constructores pueden demorar años en sus tareas, pero un dia terminan aquello que estaban haciendo. entonces se paran, y quedan limitados por sus proprias paredes. la vida pierde el sentido cuando la construccion acaba.
pero existen los que plantan. éstos a veces sufren con las tempestades, las estaciones, y raramente descansan. pero, al contrario que un edificio, el jardin kamas para de crecer. y, al mismo tiempo que exige la atencion del jardinero, tambien permite que, para él, la vida sea una gran aventura.
Los jardineros se reconoceran entre si, poque saben que en la historia de cada planta esta el crecimiento de toda la tierra. (P. Coelho)

giovedì, 06 settembre 2007

nessuno scrive al colonnello

questa fredda terra che chiude le persone nelle loro case si allontana sempre più dal mio cuore ricordandomi che mi trovo in una stazione intermedia verso la terra promessa. ancora lontano da acordeones e parrandas, distante dalle calles vive di gente, dai sorrisi felici, dalle tardes tiepide. clima, globalizzazione, consumismo. come una peste il capitalismo sta distruggendo ogni metro di foresta e ogni centimetro di umanità. è ora di riprendere il cammino verso cataca.