lunedì, 25 agosto 2008

ci seppelliranno gli insetti

parole dette e non dette. pronunciate senza significato in una sola nota sempre uguale. perso nella ricerca di un tesoro perduto, di un passato da recuperare che vive nella fantasia del ricordo ma che non sarà mai più ciò che era o, forse, non sarà mai più e basta. chissà perchè tornare, cercare, sparire e dimenticare senza un motivo, senza un gesto che chiarisca il senso.
probabilmente è solo un istante, un'emozione che ti prende dopo il bicchiere di troppo o ti assale svegliandoti al mattino dopo quei sogni che non ricordi ma che ti lasciano dentro la certezza di qualcosa che sta sfumando. poi vai in bagno. pisci. e tiri l'acqua.

martedì, 15 luglio 2008

io sono la peste

cammino sospeso tra il niente e il nulla, troppo spesso intento a cercare un senso di cui non mi importa affatto nell'attesa eterna di un evento impossibile. la casa col giardino, gli animali da cortile, le cene con gli amici, tutto sfuma nell'oblio mentre la lancetta dell'orologio scorre come un cancellino sulla lavagna della mia vita. resta la polvere del gesso, l'odore di muffa e una scatola dei ricordi. sempre più piccola.

venerdì, 30 maggio 2008

luna

passi imprevisti e fragili cercando di schivare il buio dentro e intorno. il dolore sotto le unghie, sotto le palpebre, dentro le orecchie, accanto al cuore. e l'indifferenza come coltura intensiva. forse unica protezione a pericoli più grandi come l'interesse di un uomo. poi quel sorriso, l'abbraccio, la gioia improvvisa e breve di un istante che probabilmente non sarà mai memoria ma resterà a scaldare il cuore nelle notti fredde. provo ad immaginare dove sei ora, cosa stai facendo ed esco perdente da questo gioco. intanto intorno la gente muore, la pioggia cade, il cane abbaia, io piango e il gatto se ne fotte.

martedì, 20 maggio 2008

le foglie la pensano diversamente

silenzi eterni a proteggere il vuoto. non c'è ragione, non c'è motivo. accidia. ignavia. forse le foglie quando cadono mostrano la risposta sul dorso ma tu le calpesti, il vento le allontana e aspetti un'altra primavera. i campi lontani, le mucche al pascolo, un'asino che raglia e un trattore maleducato che infrange il tempo e lo spazio e la siepe col cane dietro. intanto passa un'altro giorno, ti volti ed è già una settimana, te ne accorgi ed è già un mese. ripenso sempre alla bambina portoghese e come lei a un passo dall'intuizione mi sento svenire e mi metto a dormire. buonanotte.

venerdì, 02 maggio 2008

macrobiotica e sentimenti

sole fuori e pioggia dentro in un venerdì santo d'attesa. il cuore batte lontano e la spalla non duole ancora. seduto sulla spiaggia attendo che l'oceano restituisca un cadavere con i miei stessi occhi. ho ucciso l'erba oggi e mi sento triste. ormai l'isola non c'è più. la baracca è crollata, la tesa è consumata e il grande oceanomare non porterà più gioie ed emozioni. solo sale e alghe morte e rami spezzati da un temporale lontano. e la certezza di un dubbio velenoso.

giovedì, 01 maggio 2008

la ballata degli invisibili

schegge di vita conficcate nei piedi, sotto le unghie, dentro al cervello. ferite sempre aperte che non rimarginano mai. che non sanguinano abbastanza. cerco invano di distinguere la causa e l'effetto ma non trovo spigoli. a volte morire non è la peggior cosa che ci possa capitare.
sono un contenitore per la raccolta indifferenziata dei sentimenti tristi in cui tutti buttano qualcosa di marcio e inizio a puzzare anch'io. puzzo di solitudine, di cose dimenticate in soffitta, di polvere umida di lacrime, di pane vecchio, di egoismi inutili, di finti amori, di gelosie ridicole, di ossessioni fragili, di dolore cronico. c'è odore di terra e cadaveri. e di miseri comici.

giovedì, 06 marzo 2008

dopo tutto questo tempo

ore, giorni, mesi. tempo buttato senza differenziarlo. inutilizzabile. tempo senza scrivere. tempo senza vivere. e svegliarsi un giorno, accorgersi che niente vale abbastanza. un orizzonte di sabbia intorno e niente pioggia. sguardi vecchi, baci amari, ricordi di plastica polverosa. emozioni ridotte a errori. errori vestiti da condanna. tutta una vita lasciata sul ciglio della strada per il piacere di autisti indifferenti. perchè pensi di essere meglio? più rabbia che dolore.

sabato, 01 dicembre 2007

occhi di vetro

cosa vuoi veramente? in cosa credi? ami? dove è nato questo sentimento? di cosa è fatto? forse ti sei persa in un sogno lontano, un'isola e poi... forse nemmeno sai cosa dici. parole al vento, sogno di liceale, mamma per gioco e ora una vita dura. o credi che il futuro si acquisti online pensando a lei o a te. cosa credi possa nascere dal silenzio? la morte forse o peggio, la noia. vita triste rinchiusa in una agenda mentale settimanale dove tutto ha un senso ovvio e incomprensibile. spazi definiti da linee certe e colori ripetitivi dove nulla è vita. nulla è esistenza. dove ogni cosa è una sequenza infinita di uno e zero fino a perderne il senso ma conservando una costanza inutile. persino gli alberi si sono dimenticati delle stagioni.

lunedì, 26 novembre 2007

rossonero

il sole caldo di un'estate eterna illumina alcuni rami dell'albero di natale. l'arcadia dorme e sogna di dormire. piove da qualche parte ma l'acqua non basta mai a cancellare il sangue sparso tra queste montagne. fratelli si uccidono per un sogno improbabile. si può ancora ospitare nel proprio cuore la speranza?

aguacero

un cielo fragile si stende su una terra ancora senza futuro. gente immobile osserva il proprio corpo che si decompone mangiato dai vermi e non comprende il presente perchè ignora un passato cancellato dalla storia. oggi però qualcuno ha deciso di parlare, di raccontare a piena voce una verità difficile. sono giorni d'attesa. di paura. e di speranza. grazie presidente chavez.