martedì, 15 luglio 2008

io sono la peste

cammino sospeso tra il niente e il nulla, troppo spesso intento a cercare un senso di cui non mi importa affatto nell'attesa eterna di un evento impossibile. la casa col giardino, gli animali da cortile, le cene con gli amici, tutto sfuma nell'oblio mentre la lancetta dell'orologio scorre come un cancellino sulla lavagna della mia vita. resta la polvere del gesso, l'odore di muffa e una scatola dei ricordi. sempre più piccola.

venerdì, 30 maggio 2008

luna

passi imprevisti e fragili cercando di schivare il buio dentro e intorno. il dolore sotto le unghie, sotto le palpebre, dentro le orecchie, accanto al cuore. e l'indifferenza come coltura intensiva. forse unica protezione a pericoli più grandi come l'interesse di un uomo. poi quel sorriso, l'abbraccio, la gioia improvvisa e breve di un istante che probabilmente non sarà mai memoria ma resterà a scaldare il cuore nelle notti fredde. provo ad immaginare dove sei ora, cosa stai facendo ed esco perdente da questo gioco. intanto intorno la gente muore, la pioggia cade, il cane abbaia, io piango e il gatto se ne fotte.

martedì, 20 maggio 2008

le foglie la pensano diversamente

silenzi eterni a proteggere il vuoto. non c'è ragione, non c'è motivo. accidia. ignavia. forse le foglie quando cadono mostrano la risposta sul dorso ma tu le calpesti, il vento le allontana e aspetti un'altra primavera. i campi lontani, le mucche al pascolo, un'asino che raglia e un trattore maleducato che infrange il tempo e lo spazio e la siepe col cane dietro. intanto passa un'altro giorno, ti volti ed è già una settimana, te ne accorgi ed è già un mese. ripenso sempre alla bambina portoghese e come lei a un passo dall'intuizione mi sento svenire e mi metto a dormire. buonanotte.

mercoledì, 05 dicembre 2007

la strada

frammenti di solitudine conditi con gocce di tristezza in un natale anticipato che non conosce più se stesso. una fine che non arriva ma si preannuncia con dolore cronico. le ossa fragili accompagnano questa discesa eterna e infinita. caronte non sorride. in lui la pena del mondo.

lunedì, 26 novembre 2007

aguacero

un cielo fragile si stende su una terra ancora senza futuro. gente immobile osserva il proprio corpo che si decompone mangiato dai vermi e non comprende il presente perchè ignora un passato cancellato dalla storia. oggi però qualcuno ha deciso di parlare, di raccontare a piena voce una verità difficile. sono giorni d'attesa. di paura. e di speranza. grazie presidente chavez.

martedì, 20 novembre 2007

un angolo di paradiso

Sono stato quasi due mesi a Bogotà e dopo sei anni di assenza ho trovato la città molto diversa da come la ricordavo. Più organizzata, più pulita e soprattutto molto più costosa. Ovviamente tutto ciò in riferimento alla zona centro-nord di una città immensa. Dieci milioni di abitanti e molti vivendo nella propria casetta. Il punto è che tutta la vita sociale ed economica si sviluppa esclusivamente in questa parte "ricca" della citta", socialmente e architettonicamente molto simile a qualsiasi metropoli sviluppata. La zona sud è poverissima, le case sono abbozzate, semplici e non tutte tengono i servizi minimi di acqua potabile ed elettricità. Nella zona ricca la gente lavora e studia, esce tutti i week-end permettendosi ristoranti con menu da 80-90 euro a persona mentre al sud molti lottano per un piatto di riso che nella cucina colombiana sostituisce il nostro pane.
Un autobus mi ha accompagnato recentemente nel Quindìo, una regione turistica del paese, zona di montagne, boschi, ponchos e sombreros, di gente a cavallo e piantagioni di caffè. La capitale di questo departamento (regione) è Armenia, una cittadina di 850.000 abitanti che ha compiuto poche settimane fa' i 118 anni dalla sua fondazione. La popolazione, come quella di Bogotà e della maggior parte dei grandi centri urbani della zona con il clima più fresco, è quasi interamente meticcia (i bianchi diciamo, potendo incontrare variazioni cromatiche che giungono sino al capello biondo e l'occhio azzurro). Moltissime persone con titoli di studio anche universitari vivono con salari di 800.000-1.000.000 di pesos (280-400 euro) per 55-70 ore di lavoro settimanale. Nonostante ciò il costo della vita inferiore alla capitale permette di avere una casetta, cibo a sufficienza e un po' di divertimento nel week-end. Procedendo verso sud-ovest si giunge nel departamento del Valle del Cauca (il Cauca è il secondo fiume più importante e, purtroppo,  inquinato della Colombia, nonchè affluente del Magdalena che è il principale). La capitale è Cali. Questa zona che prima era una regione unica con il departamento del Cauca più a sud, è un territorio popolato principalmente dalla popolazione afrocolombiana (la cui presenza aumenta mano a mano che ci si avvicina alla costa pacifica) e dai sopravvissuti indios (soprattutto nella zona montagnosa).
Dall'inizio degli anni '60 queste popolazioni sono state vittime di uccisioni, attentati e soprattutto hanno dovuto affrontare il fenomeno del "desplazamiento", ovvero l'abbandono forzato dei propri territori e delle proprie campagne a causa della violenza paramilitare.
Il paramilitarismo è un fenomeno nato da precise politiche militari imposte dagli stati uniti in questo paese: armare la popolazione civile per difendersi da possibili guerriglie "comuniste". In realtà le principali attività erano e sono tre: liberare territori abitati per permettere alle multinazionali americane di sfruttare il ricco sottosuolo ( quinto paese per produzione di petrolio, i migliori smeraldi, ha il 42% dell'oro disponibile in latinoamerica oltre a uranio e altri minerali ed è uno dei piu importanti paesi al mondo per risorse idriche), liberare terre rese fertili dai campesinos per permettere ai grandi latifondisti di espandersi con le monocoltivazioni (la principale è quella della canna da zucchero qui nel valle del cauca) e proteggere tra questi latifondisti i produttori di coca.
Quando si sviluppo' la coltivazione della droga la guerriglia imponeva ai contadini di coltivare un terzo delle terre con prodotti alimentari mentre i grandi proprietari terrieri eliminavano ogni altro prodotto.
Buenaventura è la porta economica sul pacifico per la colombia. Nonostante ciò il governo non ha mai prestato attenzione a questa zona. C'è una sola strada che conduce alla città ed è soggetta a frequenti valanghe che la rendo spesso non transitabile. La costa pacifica, a differenza di quella atlantica è soggetta a continue pioggie e paradossalmente è una delle zone con maggiori problemi di reperibilità di acqua potabile.
Inoltre ora, dopo le politiche militaristiche di Bush e lo sviluppo di altre potenze economiche come Cina e India, gli stati uniti stanno perdendo quote di mercato nell'economia globale e si stanno ridirigendo al territorio delle americhe per trovare risorse. Il trattato di libero commercio (ALCA) che stanno per firmare con la colombia in realtà prevede un libero commercio in una sola direzione (da nord a sud) e creerà un aumento della povertà nel paese. Per questo gli USA stanno finanziando una campagna per aumentare la forza militare e paramilitare della Colombia onde evitare possibili rischi di ribellione.
A cuasa della perdita del controllo sul canale di Panama infine, gli stati uniti hanno bisogno di un nuovo canale transoceanico di controllo sul traffico commerciale e il progetto sarebbe poco piu a nord di Buenaventura con la realizzazione di un canale secco nel departamento del Chocò (che confina con Panama ed è l'unico con la costa su entrambe gli oceani oltre ad essere uno dei più poveri del Paese e con la maggior popolazione afro). Questo megaprogetto insieme ad altri tre, sta causando una serie continua di attacchi alla popolazione delle campagne, costretta a "liberare" questi territori e rifugiarsi nelle città aumentando i problemi dell'urbe. I paramilitari nelle città si occupano di ripulire la società eliminando fisicamente i più poveri per garantire il benessere e la "pulizia" all'oligarchia colombiana. Nella solo città di Cali vengono assassinati nei quartieri poveri ogni anno 74 giovani ogni 100.000 abitanti.
Tre anni fa, Salvatore Mancuso, il capo colombiano dei paramilitari, in una intervista alla tv ha dichiarato esplicitamente che i para controllano direttamente il 35% degli eletti nelle due camere del parlamento.
Il potere legislativo quindi (per anni alternanza di liberali e conservatori uniti nel Fronte Nazionale per impedire l'ascesa dei partiti democratici) non fa nulla per impedire tutto ciò e il potere giuridico appoggia queste attività attraverso l'impunità dei colpevoli. L'impunita verso i delitti di violazione dei diritti umani in colombia è la più alta al mondo (97%).
Ma veniamo all'altra faccia di questo Paese meraviglioso. La Colombia è il Paese dell'america latina con la maggior varietà di flora, fauna e popolazione. L'estensione, la presenza dei due oceani, la varietà di climi dovuti alle diverse altitudini offrono paesaggi che vanno dall'alpino al tropicale, subtropicale ed equatoriale. In piccole zone si incontrano microclimi secchi quasi desertici e la costa atlantica offre uno dei migliori paesaggi caraibici.
La popolazione è la più mista dell'america latina, le comunità indigene sono tra le più organizzate. La musica la fa da padrona ovunque e, fuori dalle grandi città riempie l'aria da mattina a notte fonda. La salsa di Cali, la cumbia, il merengue, il vallenato della costa atlantica, la champeta e molte altre musiche e danze tipiche. Un menu' che a volte potrebbe sfidare il nostro: ottime carni (il bestiame vive all'aperto tutto l'anno e l'erba verde non manca), pesci e molluschi, un'infinita varietà di frutta per ottimi succhi naturali preparati sul momento, verdura. Insomma allegria, colori e sapori di un Paese che sfida il conflitto e vive. Paesaggi unici, una cultura, anzi molte culture che si incontrano e si mescolano, architetture splendide e il sogno di "el dorado".
Spero che il ritratto non sia parso quello di un paese invivibile. Si esce la sera, si cammina per le strade, fuori dai grandi centri la porta di casa è sempre aperta e la disponibilità e ospitalità della gente non ha eguali.

da oggi raccontandovi il mio viaggio su "mi buenaventura"

martedì, 06 novembre 2007

brida

cada persona, en su existencia, puede tener dos actitudes: construir o plantar. los constructores pueden demorar años en sus tareas, pero un dia terminan aquello que estaban haciendo. entonces se paran, y quedan limitados por sus proprias paredes. la vida pierde el sentido cuando la construccion acaba.
pero existen los que plantan. éstos a veces sufren con las tempestades, las estaciones, y raramente descansan. pero, al contrario que un edificio, el jardin kamas para de crecer. y, al mismo tiempo que exige la atencion del jardinero, tambien permite que, para él, la vida sea una gran aventura.
Los jardineros se reconoceran entre si, poque saben que en la historia de cada planta esta el crecimiento de toda la tierra. (P. Coelho)

venerdì, 03 agosto 2007

l'amore della dea

la dea è la madre di dio e di tutto. questa notte la sua gioia immensa e il suo amore incommensurabile sono scesi distillati in gocce e hanno sciolto tutti i peccati. oggi è la giornata più bella del mondo. e domani, domani sarà la giornata più bella del mondo. e dopodomani, dopodomani ancora. e ancora, e ancora, e ancora. amo.

sabato, 28 luglio 2007

la fenice

a volte devi arrivare in fondo e poi scendere ancora un po' più in basso. solo allora, quando perdi tutto, ti rendi conto di quello che hai veramente. ed è qualcosa che non possono toglierti. il mondo distratto ti distrae e trasformi emozioni e sentimenti in oggetti, li compri, li vendi, li cambi o li rateizzi. a volte fai anche un mutuo d'amore come se, una volta trovato, basti diluirlo in tante piccole scadenze mensili "finchè morte non vi separi". no. l'amore è qualcosa che esplode, che brilla, che può durare a lungo come tante luci che l'universo ci offre nel cielo notturno o breve come una stella cadente ma parimenti intenso. riponete la bara. jack non muore. non ha tempo oggi per le piccolezze.

giovedì, 12 luglio 2007

dna

lui era lì. seduto su un'improbabile sedia a dondolo che per anni e anni e anni lo aveva cullato e accudito. non si era mai mosso. leggeva un altro libro. sapeva che non poteva in alcun modo allontanarsi da casa perchè sarebbe potuto succedere in qualsiasi momento. e allora imparava con i libri, viaggiava con loro, conosceva gente nuova ogni volta che indice e pollice ripetevano, ormai in totale autonomia dal corpo, quell'unico e perfetto movimento che gli offriva una nuova pagina da vivere. ogni tanto alzava lo sguardo verso il mare contenendolo tra la linea della spiaggia e la tesa del suo cappello per essere certo che la vista non vagasse e fosse precisa e sicura. sorrideva sempre e negli occhi viveva una lacrima. molti anni prima, in luoghi remoti, aveva capito qualcosa di profondo. l'essenza stessa dell'universo diceva lui. ed ora, seduto su quella sedia, le mani callose come la terra che aveva amato, la pelle secca e grinzosa cotta dal sole, le rughe sincere che ogni tanto deviavano il percorso di una goccia di sudore, non si chiedeva se sarebbe stato riconosciuto o se potesse sembrare non più attraente. era certo, come delle fasi lunari e delle stagioni, che lei lo avrebbe riconosciuto immediatamente. lo avrebbe trovato altrettanto bello. si sarebbe avvicinata mentre lui, tra tesa e spiaggia, vedeva crescere le proporzioni di quella figura rispetto al mondo intorno. allora avrebbe detto addio alla sua sedia a dondolo, si sarebbe alzato e si sarebbero ritrovati nuovamente addosso. occhi su occhi, labbra su labbra, lingua su lingua, pelle su pelle. cuore su cuore.