schegge di vita conficcate nei piedi, sotto le unghie, dentro al cervello. ferite sempre aperte che non rimarginano mai. che non sanguinano abbastanza. cerco invano di distinguere la causa e l'effetto ma non trovo spigoli. a volte morire non è la peggior cosa che ci possa capitare.
sono un contenitore per la raccolta indifferenziata dei sentimenti tristi in cui tutti buttano qualcosa di marcio e inizio a puzzare anch'io. puzzo di solitudine, di cose dimenticate in soffitta, di polvere umida di lacrime, di pane vecchio, di egoismi inutili, di finti amori, di gelosie ridicole, di ossessioni fragili, di dolore cronico. c'è odore di terra e cadaveri. e di miseri comici.