sabato, 28 luglio 2007

la fenice

a volte devi arrivare in fondo e poi scendere ancora un po' più in basso. solo allora, quando perdi tutto, ti rendi conto di quello che hai veramente. ed è qualcosa che non possono toglierti. il mondo distratto ti distrae e trasformi emozioni e sentimenti in oggetti, li compri, li vendi, li cambi o li rateizzi. a volte fai anche un mutuo d'amore come se, una volta trovato, basti diluirlo in tante piccole scadenze mensili "finchè morte non vi separi". no. l'amore è qualcosa che esplode, che brilla, che può durare a lungo come tante luci che l'universo ci offre nel cielo notturno o breve come una stella cadente ma parimenti intenso. riponete la bara. jack non muore. non ha tempo oggi per le piccolezze.

venerdì, 27 luglio 2007

i funerali di jack

la terra sudata e oziosa attende. presto nuova linfa alimenterà il suo ventre eterno ed eternamente bramoso di carne. i fragili desideri estremi sono evaporati al caldo sole estivo di questi giorni, di queste ore. che avanzi la bara. lì giace il ricordo di una vita piccola e folle. giace il sogno. riposa la speranza che brillava su un cerino. o forse dorme solamente un pezzo di carne, cotta in superficie. carne buona appena per alimentare un po' di nuova vita sperando sia migliore di quella vissuta.

martedì, 24 luglio 2007

dimmelo

rosse zanzare soddisfatte infastidiscono col loro rumore il mio sguardo costringendomi a sperimentare danze tribali di paesi lontani e rubando istanti allo sguardo che si trova costretto a perdere di vista l'amore per piccole frazioni di tempo senza però riuscire a turbare mente e cuore saldamente rivolti alla bellezza dell'essere e alle speranze riposte nel divenire.

lunedì, 23 luglio 2007

ostriche

da quanto tempo era seduta lì sulla panchina osservando il mondo? non lo sapeva. pochi minuti forse, o qualche decennio. ad un tratto, quasi istintivamente, nella mente affiorò un pensiero: alzarsi e camminare fra la gente. non le era del tutto chiaro cosa avesse scatenato quel desiderio nè se fosse pronta per entrare in un terreno di regole che aveva spesso osservato, cercato di comprendere, condiviso e più spesso criticato. forse si sentiva sola. la voglia di colmare quel pezzo di vuoto che si portava dentro probabilmente le chiedeva di tuffarsi nella realtà, viverla e non solo contemplarla. ma aveva paura. diffidenza generata dalla differenza. non aveva mai parlato con nessuno e temeva di non essere compresa perchè il linguaggio che la sua mente aveva creato era così diverso da quello che le sue orecchie ascoltavano sbirciando i discorsi della persone che le passavano davanti. aveva studiato a lungo gli esseri umani e si sentiva così diversa da quelli che agli occhi parevano più simili. si era accorta che le emozioni della sua anima si rispecchiavano in individui molto diversi da lei. chiuse gli occhi e scacciò la paura con tutta la forza del suo amore, accudito e cullato dentro di se fin dal suo inizio. si alzò in piedi e si diresse verso quella figura che tante volte aveva visto, ascoltato, conosciuto e con la quale aveva concimato tutta la propria passione. era una persona dolcissima, lei lo sapeva, con gli occhi curiosi e il sorriso felice. sapeva che sarebbe stata l'unica a poter conprendere cosa si celasse dietro a quella maschera da uomo che indossava. si presero per mano e si amarono.

martedì, 17 luglio 2007

madre natura

ricevo e pubblico...

nel 1951 giorgio simonelli dirigeva il film “auguri e figli maschi” locuzione tanto comune da poter diventare il titolo di una commedia. nel 2002 esiste un sito web “auguri agli sposi” da cui puoi mandare una cartolina di auguri a chi ti pare che comincerà con “auguri e figli maschi”. il senatore pedrizzi, dopo il matrimonio olandese di due italiani gay pensa di poter fare un battutone pronunciando “auguri e figli maschi”. ho fatto una breve ricerca sul web e ho scoperto che il sessismo più banale ed ignorante pervade la nostra società. la ricerca “auguri e figli maschi” fornisce 1350 risultati.
non dovrei quindi sentirmi attonita, affranta, umiliata, sbigottita, incazzata di fronte all’articolo di repubblica su luciano pavarotti titolato “il peggior giorno della mia vita” dove il celebre tenore afferma di provare infinito dolore poiché dei gemelli nascituri è morto il maschio e non la femmina? non dovrei? non credo. potrei anche pensare di provare solo un po’ di indignazione o addirittura benevolenza nei confronti di una così candida ignoranza, addirittura condivisa dal giornalista, se non fosse per le conseguenze di una mentalità così rozza. molte donne sono cresciute sentendosi inadeguate, indesiderate, poco amate, per aver preso il posto di un attesissimo maschio al momento della loro nascita. le conseguenze sono da rintracciare sia sul piano della costruzione dell’identità personale sia sul contributo che una donna con un simile bagaglio potrà poi fornire alla società, una società che, mi sembra evidente, avrebbe bisogno di intelligenze più vivide e proposte più consapevoli e meno razziste. il rifiuto insito nella stupida frase “auguri e figli maschi” non è degno di una società civile e la mentalità che ci sta dietro non fa sperare in un futuro migliore. mi chiedo se non sia il caso di togliere la paternità ad un uomo che avrebbe preferito la morte di una creatura che dovrà essere amata ed educata senza nostalgie o stupidi rancori.

giovedì, 12 luglio 2007

dna

lui era lì. seduto su un'improbabile sedia a dondolo che per anni e anni e anni lo aveva cullato e accudito. non si era mai mosso. leggeva un altro libro. sapeva che non poteva in alcun modo allontanarsi da casa perchè sarebbe potuto succedere in qualsiasi momento. e allora imparava con i libri, viaggiava con loro, conosceva gente nuova ogni volta che indice e pollice ripetevano, ormai in totale autonomia dal corpo, quell'unico e perfetto movimento che gli offriva una nuova pagina da vivere. ogni tanto alzava lo sguardo verso il mare contenendolo tra la linea della spiaggia e la tesa del suo cappello per essere certo che la vista non vagasse e fosse precisa e sicura. sorrideva sempre e negli occhi viveva una lacrima. molti anni prima, in luoghi remoti, aveva capito qualcosa di profondo. l'essenza stessa dell'universo diceva lui. ed ora, seduto su quella sedia, le mani callose come la terra che aveva amato, la pelle secca e grinzosa cotta dal sole, le rughe sincere che ogni tanto deviavano il percorso di una goccia di sudore, non si chiedeva se sarebbe stato riconosciuto o se potesse sembrare non più attraente. era certo, come delle fasi lunari e delle stagioni, che lei lo avrebbe riconosciuto immediatamente. lo avrebbe trovato altrettanto bello. si sarebbe avvicinata mentre lui, tra tesa e spiaggia, vedeva crescere le proporzioni di quella figura rispetto al mondo intorno. allora avrebbe detto addio alla sua sedia a dondolo, si sarebbe alzato e si sarebbero ritrovati nuovamente addosso. occhi su occhi, labbra su labbra, lingua su lingua, pelle su pelle. cuore su cuore.

lunedì, 09 luglio 2007

sgocciolando

osservo una piccola goccia. è tonda, liscia, perfetta, completa. non ha bisogno di nulla. ad un tratto però, nel suo inevitabile vagare, incontra e si scontra con un'altra piccola goccia altrettanto tonda, liscia, perfetta, completa. in quel momento l'universo respira e le due gocce diventano una goccia. tonda, liscia, perfetta, completa. mi concentro su di lei e mi rendo conto che non è più la stessa goccia di prima. è più tonda, più liscia, più perfetta, più completa. so che nel suo continuo vagabondare dovrà cedere qualcosa alle forze di coesione, qualcosa all'evaporazione, qualcosa a un'amico assetato. poco per volta diventerà di nuovo piccola come prima. apparentemente tonda, liscia, perfetta e completa come all'inizio. in realtà, dentro di lei ci sono due gocce e lei non sarà mai più quella che era.

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venerdì, 06 luglio 2007

1997: fuga da new york

l'algoritmo del professor pinetti applicato al mio primo blog indicava chiaramente che il mio nick ancestrale era "eremita silenzioso". a molti che mi conoscono e conoscono i miei turpiloqui infiniti potrebbe apparire violentemente folle questo soprannome. in realtà la ricerca del silenzio, di quello vero, interiore, quello delle risposte spesso desiderate e temute è un obiettivo prioritario ormai. e i giorni che seguiranno, assente dal mondo telematico, telefonico, televisivo sono carichi di aspettativa. nel frattempo sorrido.

giovedì, 05 luglio 2007

E = mc²

in fondo non siamo forme di vita basate sul carbonio? qualcuno è carbone, altri grafite. a volte si incontra un diamante.

postato da: fabster alle ore 11:50 | link | commenti (5)
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martedì, 03 luglio 2007

luna rossa

vorrei tu fossi dolce come la furia di un temporale. penso all'istante in cui la piena mi travolgerà e nessuna diga, nemmeno quella di solida razionalità, potrà contenere la passione del cuore. non ho sconfitto la mia mente ma l'ho convinta e ora navigo nel mare della certezza e del piacere. il contatto della pelle è come la calamita che carica gli elettroni di uno spillo. e trovo il mio nord e il mio sud. l'oriente e l'occidente. tu.