sabato, 31 marzo 2007

penelope

un'altro inutile giorno di non pioggia nonostante le aspettative. c'è attesa ovunque. un grigio cielo in attesa. non un uccello che canta, tutti in attesa. il cane sdraiato, immobile, non abbaia. attende. io qui a scrivere per passare il tempo come se stessi aspettando qualcosa. ma cosa. cosa stiamo aspettando tutti? un pensiero mi trafigge. e se non stessimo aspettando nulla? paura...

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categorie: pensieri, poesia, riflessioni, diario, solitudine, niente pioggia

fondanela

desiderio di luoghi remoti. di spazi infiniti che lo sguardo e la mente non riescano a contenere. voglia di steppe siberiane, di pampas argentine, di sahara sabbiosi. sete di solitudine per trovare se stessi. per gardarsi dentro. conoscersi. basta alla frenesia di questa vita fatta di spot e reality, di stipendi a fine mese, di tredicesime, quattordicesime, di auto prese a rate, di mutui eterni, di happy hour e appuntamenti prenotati, di pesce al venerdi', code in autostrada, sempre in movimento, sempre in viaggio, senza una destinazione. siamo formiche che corrono e mettono da parte per l'inverno. ma il nostro inverno è la morte e facciamo scorte nell'illusione vana che non sia tutto finito. io voglio vivere ora, godere ora di ogni istante, succhiare ora la vita fino al suo midollo. ma per fare ciò bisogna essere liberi. io non lo sono ancora.

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venerdì, 30 marzo 2007

vermi

conosco una persona speciale. quelle persone che non si dimenticano. ha settantuno anni. si chiama Felice. mai nome fu più appropriato. gran lavoratore. gran cultore di quella cosa che chiamiamo vita. ha sempre una battuta per gli amici. sempre un momento per parlare di nuvole. ogni più piccola cosa è perfetta per trovare un motivo per cui gioire. nella mia mente si affollano i ricordi di serate felici passate insieme ovunque e soprattutto nella sua tavernetta con lui, cuoco perfetto, a preparare pozioni magiche e piatti incantati col vino ospite fisso e col cuore aperto al mondo.
ho appreso pochi minuti fa' della sua improvvisa, imprevista e ingiusta morte. sono morto un po' anch'io. non ti dimenticherò mai.

cry

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pezzi di vetro

piove.
come un abbraccio imprevisto e necessario è arrivata la pioggia. sono uscito in cortile. l'ho accolta su di me fino a sentirmi nudo. non so se mi ha portato perdono o consolazione ma riesce sempre a pulirmi il cuore. rientro in casa. via le scarpe. anzi i guaraci (non so come si scriva ma suona così). li ha fatti a mano un'amica eterna. mi piace camminare scalzo. mi fa sentire libero. tocco il suolo e sorrido. di colpo mi rendo conto di essere veramente a contatto con la terra. mi sento un piccolo alchimista sulla strada per santiago. non penso a nulla. e vivo.

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carne cruda

ricordi lontani di momenti appena vissuti. oblio. parole sbagliate dette e parole non dette, quelle giuste, forse. silenzi che non si possono accettare perchè non si è in grado di comprenderli. dolore e rabbia. non ti capisco dolce amore e ti chiedo di aiutarmi ma non vuoi o non riesci. allora esci cercando un'illusione fatta di sguardi e di rum, sperando che lei chiami solo per il gusto amaro di non rispondere al telefono. notte criminale, perversa, che seduce, ti trascina giù all'inferno e niente ticket del ritorno. chiudi gli occhi. buio. apri gli occhi. luce. troppo tardi per correggere gli sbagli, appena il tempo di capire tanti errori fotocopia fino alla prossima volta quando si ripeteranno identici. non c'è più rabbia. il dolore sfuma. solo tanta troppa noia.

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giovedì, 29 marzo 2007

priscilla

e se mi piacesse indossare le autoreggenti? se anche avessi baciato un mio amico? possibile che possa conoscere solo gente peggiore di ruini? i sentimenti non possono essere gestiti da una dichiarazione della cei. l'amore non può essere confuso con l'istitno riproduttivo. il problema più grande del nostro secolo è confondere e mischiare sentimenti e sesso. ami una persona per mille sensazioni che dà e genera. il sesso è una conseguenza e un completamento dei sentimenti. la riproduzione è altro. se avrai un figlio lo amerai (lo amerò) come se fosse "the switest thing". ma non si può pretendere che le emozioni nascano e il cuore batta solo per riprodursi. caz..o. perchè i sentimenti devono per forza dipendere da ovuli e spermatozoi? non derivavano da testa e cuore? rabbia.

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la bambina portoghese

oggi è un giorno di meditazione. uno di quei giorni in cui ti piomba addosso un momento in cui non hai nulla da fare e la tua mente inizia a funzionare. produce sogni e paure. ti senti piccolo. "pensò che era un punto, al limite di un continente. pensò che era un niente, l'atlantico immenso di fronte". ti rendi conto che forse la voglia di partire è in realtà voglia di fuggire. che le scelte che fai in realtà sono solo il riflesso di altre che non riesci a fare. se mai morirò voglio una lapide come quella di Frank Sinatra: the best is yet to come.

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tacchi a spillo

era da tempo che non mi dedicavo all'attività agricola. pur vivendo in campagna i momenti realmente dedicati alla natura in tutte le sue forme sono sempre pochi. questa mattina ho cercato di prenderne parzialmente il controllo con una zappa su una superficie alquanto limitata. una dura lotta contro vegetazione bassa e ben radicata ma non commestibile per preparare un humus adatto a piante meno ostili, gustose al palato e a volte anche più colorate. in realtà credo abbia vinto la natura perchè nonostante io sia arrivato al termine di quell'esiguo lembo di terra, assestando l'ultimo colpo nel ventre della madre terra la zappa ha deciso di abbandonarmi, invero solo in parte, in quanto la lama è rimasta a riposo in quel terreno umido e fresco mentre il legnoso manico tra le mie mani puntava il cielo. a questo punto ho capito che il mio apporto al mondo agricolo era sufficiente, mi sono seduto, ho contemplato ciò che avevo appena fatto e comunque mi è sembrato cosa buona. mi sono acceso una sigaretta e l'ho fumata in compagnia del canto degli uccelli.

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mercoledì, 28 marzo 2007

il punto g

quando si può dire di essere in due? dov'è il punto d'incontro in un rapporto? pensavo di saperlo. niente dialogo invece. solo un letto comodo, mi raccomando "comodo", sesso, nenache a due, a uno e mezzo. poi una riflessione, un pensiero, un dubbio. allora sono stronzo. ci rimetti sempre tu. attenzione, a forza di ripetere insistentemente una parola finisce che quella perde ogni significato. tanto va così, o decidi tu o diventi la vittima eterna di una cospirazione mai scritta. non c'è spazio per nulla.
sono la profonda delusione di jack. vorrei una barca a vela, un bicchiere di rum e una stella per fare rotta verso quell'isola felice persa nell'oceano dentro me.

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come l'acqua per il cioccolato

ho ancora tra le dita l'odore del suo sesso. nella mente il lento gemito che fuggiva dalla suo gola, silenzioso, come di piacere proibito. gli occhi chiusi per uccidere la vergogna. cose mai fatte. forse sussurrate tra amiche tanti anni fa'. ma "io no!" o "mai!".
e invece ti ritrovi lì. non puoi negare il piacere perchè il tuo ventre già danza libero e solo. io sono i muscoli addominali di jack, o di jackie in questo caso. non puoi negare il piacere perchè un'altra bocca, più sincera, più selvatica, sospira parole che sanno di pioggia e di cotone.
e infatti ti trovi lì. riparata da una coperta di pelle calda, nuova. una luna sorge sul tuo viso, e io ti amo.
mentre te ne vai ho solo una certezza. il cielo stellato sopra di me.

postato da: fabster alle ore 00:51 | link | commenti (1)
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