venerdì, 02 maggio 2008

macrobiotica e sentimenti

sole fuori e pioggia dentro in un venerdì santo d'attesa. il cuore batte lontano e la spalla non duole ancora. seduto sulla spiaggia attendo che l'oceano restituisca un cadavere con i miei stessi occhi. ho ucciso l'erba oggi e mi sento triste. ormai l'isola non c'è più. la baracca è crollata, la tesa è consumata e il grande oceanomare non porterà più gioie ed emozioni. solo sale e alghe morte e rami spezzati da un temporale lontano. e la certezza di un dubbio velenoso.

giovedì, 01 maggio 2008

la ballata degli invisibili

schegge di vita conficcate nei piedi, sotto le unghie, dentro al cervello. ferite sempre aperte che non rimarginano mai. che non sanguinano abbastanza. cerco invano di distinguere la causa e l'effetto ma non trovo spigoli. a volte morire non è la peggior cosa che ci possa capitare.
sono un contenitore per la raccolta indifferenziata dei sentimenti tristi in cui tutti buttano qualcosa di marcio e inizio a puzzare anch'io. puzzo di solitudine, di cose dimenticate in soffitta, di polvere umida di lacrime, di pane vecchio, di egoismi inutili, di finti amori, di gelosie ridicole, di ossessioni fragili, di dolore cronico. c'è odore di terra e cadaveri. e di miseri comici.

giovedì, 06 marzo 2008

dopo tutto questo tempo

ore, giorni, mesi. tempo buttato senza differenziarlo. inutilizzabile. tempo senza scrivere. tempo senza vivere. e svegliarsi un giorno, accorgersi che niente vale abbastanza. un orizzonte di sabbia intorno e niente pioggia. sguardi vecchi, baci amari, ricordi di plastica polverosa. emozioni ridotte a errori. errori vestiti da condanna. tutta una vita lasciata sul ciglio della strada per il piacere di autisti indifferenti. perchè pensi di essere meglio? più rabbia che dolore.

martedì, 18 dicembre 2007

...e non sai perchè.

con tutto questo tempo non posso far altro che scrivere. scrivere d'amore, di morte e di altre sciocchezze direbbe qualcuno. o scrivere d'amore anche se si fa ridere. l'amore sconosciuto, lontano, povero. inutile. quello che veramente fa ridere. folle e vuota anima che non si concede nemmeno un po' di solitudine. cercata e rifiutata al tempo. sarà mai successo veramente o è solo l'illusione di un uomo piccolo e ridicolo?
quando i fragili strati di emozioni che cospargono la pelle morta vibrano, sembra un gioco di luci magiche che risveglia qualcosa sempre più sconosciuto. piccoli frammenti di ossa vecchie che non trovano pace nè riposo. persino sottoterra, laggiù, qualcosa si muove, rosica e ferisce. allora una carezza diventa poesia, un sorriso rimedio e uno sguardo magia falsa e affascinante come l'amore di una puttana. termina un sogno che in fondo era fuga girando in tondo, gli occhi a terra, lontani da una meta.
perchè credere in qualcuno che appena è un qualcosa mentre a se stessi nemmeno si presta attenzione? ma forse sarebbe un ascolto inutile molto più degno se offerto al silenzio. la notte riposa, io no. non c'è sonno dietro all'errore di una vita sciupata al sole e nemmeno l'inverno saggio può trasformare quei giorni di maggio uguali per sempre.
la bimba riposa intrecciata al suo uomo che forse come tanti vive tra noia e perdono. ma lei non se ne accorge perchè quel male interno che uccide la vita cancella i brutti ricordi e deforma i momenti più tristi. tanto tempo a cercare un giardino senza sapere che fiore piantare quando forse anche una margherita potrebbe crescere tra l'asfalto. riposa la notte, io no. tra pozze di pioggia con l'acqua già sporca nuotano i morti senza una via. perchè averli creati allora come aborti voluti? frazioni di vita come puntate alla roulette. e svegliarsi una sera per accorgersi di non valere nemmeno un articolo, forse appena una preposizione, indefinita, indeterminata, incerta. se avessi vent'anni non cambierei nulla, perchè a vent'anni la vita sta a galla e non chiede niente mentre paziente e innocente ti trita il presente. sogni rotti, come un bimbo nato morto.
il sonno ormai non mi appartiene. sospettoso si tiene a distanza per punirmi e far sì che la mente possa pugnalare la mia anima all'infinito con ferite sottili che prolunghino la sofferenza. peggio che non morire mai. essere morente all'infinito. paralizzato e con gli occhi spalancati davanti a una fine certa che immobile attende sulla soglia di casa. la cosa peggiore è che non sorride. non c'è premio per nessuno, non esiste vincitore. solo ovvio, dovuto. perchè la vita in fondo non è detto che abbia un senso, una meta. e allora come ombre vaghe senza inizio e senza fine siamo attimi qualunque che perdono tempo cercando una logica che non c'è. come un bimbo morto. e non sai perchè.

mercoledì, 05 dicembre 2007

la strada

frammenti di solitudine conditi con gocce di tristezza in un natale anticipato che non conosce più se stesso. una fine che non arriva ma si preannuncia con dolore cronico. le ossa fragili accompagnano questa discesa eterna e infinita. caronte non sorride. in lui la pena del mondo.

sabato, 01 dicembre 2007

occhi di vetro

cosa vuoi veramente? in cosa credi? ami? dove è nato questo sentimento? di cosa è fatto? forse ti sei persa in un sogno lontano, un'isola e poi... forse nemmeno sai cosa dici. parole al vento, sogno di liceale, mamma per gioco e ora una vita dura. o credi che il futuro si acquisti online pensando a lei o a te. cosa credi possa nascere dal silenzio? la morte forse o peggio, la noia. vita triste rinchiusa in una agenda mentale settimanale dove tutto ha un senso ovvio e incomprensibile. spazi definiti da linee certe e colori ripetitivi dove nulla è vita. nulla è esistenza. dove ogni cosa è una sequenza infinita di uno e zero fino a perderne il senso ma conservando una costanza inutile. persino gli alberi si sono dimenticati delle stagioni.

lunedì, 26 novembre 2007

rossonero

il sole caldo di un'estate eterna illumina alcuni rami dell'albero di natale. l'arcadia dorme e sogna di dormire. piove da qualche parte ma l'acqua non basta mai a cancellare il sangue sparso tra queste montagne. fratelli si uccidono per un sogno improbabile. si può ancora ospitare nel proprio cuore la speranza?

aguacero

un cielo fragile si stende su una terra ancora senza futuro. gente immobile osserva il proprio corpo che si decompone mangiato dai vermi e non comprende il presente perchè ignora un passato cancellato dalla storia. oggi però qualcuno ha deciso di parlare, di raccontare a piena voce una verità difficile. sono giorni d'attesa. di paura. e di speranza. grazie presidente chavez.

martedì, 20 novembre 2007

un angolo di paradiso

Sono stato quasi due mesi a Bogotà e dopo sei anni di assenza ho trovato la città molto diversa da come la ricordavo. Più organizzata, più pulita e soprattutto molto più costosa. Ovviamente tutto ciò in riferimento alla zona centro-nord di una città immensa. Dieci milioni di abitanti e molti vivendo nella propria casetta. Il punto è che tutta la vita sociale ed economica si sviluppa esclusivamente in questa parte "ricca" della citta", socialmente e architettonicamente molto simile a qualsiasi metropoli sviluppata. La zona sud è poverissima, le case sono abbozzate, semplici e non tutte tengono i servizi minimi di acqua potabile ed elettricità. Nella zona ricca la gente lavora e studia, esce tutti i week-end permettendosi ristoranti con menu da 80-90 euro a persona mentre al sud molti lottano per un piatto di riso che nella cucina colombiana sostituisce il nostro pane.
Un autobus mi ha accompagnato recentemente nel Quindìo, una regione turistica del paese, zona di montagne, boschi, ponchos e sombreros, di gente a cavallo e piantagioni di caffè. La capitale di questo departamento (regione) è Armenia, una cittadina di 850.000 abitanti che ha compiuto poche settimane fa' i 118 anni dalla sua fondazione. La popolazione, come quella di Bogotà e della maggior parte dei grandi centri urbani della zona con il clima più fresco, è quasi interamente meticcia (i bianchi diciamo, potendo incontrare variazioni cromatiche che giungono sino al capello biondo e l'occhio azzurro). Moltissime persone con titoli di studio anche universitari vivono con salari di 800.000-1.000.000 di pesos (280-400 euro) per 55-70 ore di lavoro settimanale. Nonostante ciò il costo della vita inferiore alla capitale permette di avere una casetta, cibo a sufficienza e un po' di divertimento nel week-end. Procedendo verso sud-ovest si giunge nel departamento del Valle del Cauca (il Cauca è il secondo fiume più importante e, purtroppo,  inquinato della Colombia, nonchè affluente del Magdalena che è il principale). La capitale è Cali. Questa zona che prima era una regione unica con il departamento del Cauca più a sud, è un territorio popolato principalmente dalla popolazione afrocolombiana (la cui presenza aumenta mano a mano che ci si avvicina alla costa pacifica) e dai sopravvissuti indios (soprattutto nella zona montagnosa).
Dall'inizio degli anni '60 queste popolazioni sono state vittime di uccisioni, attentati e soprattutto hanno dovuto affrontare il fenomeno del "desplazamiento", ovvero l'abbandono forzato dei propri territori e delle proprie campagne a causa della violenza paramilitare.
Il paramilitarismo è un fenomeno nato da precise politiche militari imposte dagli stati uniti in questo paese: armare la popolazione civile per difendersi da possibili guerriglie "comuniste". In realtà le principali attività erano e sono tre: liberare territori abitati per permettere alle multinazionali americane di sfruttare il ricco sottosuolo ( quinto paese per produzione di petrolio, i migliori smeraldi, ha il 42% dell'oro disponibile in latinoamerica oltre a uranio e altri minerali ed è uno dei piu importanti paesi al mondo per risorse idriche), liberare terre rese fertili dai campesinos per permettere ai grandi latifondisti di espandersi con le monocoltivazioni (la principale è quella della canna da zucchero qui nel valle del cauca) e proteggere tra questi latifondisti i produttori di coca.
Quando si sviluppo' la coltivazione della droga la guerriglia imponeva ai contadini di coltivare un terzo delle terre con prodotti alimentari mentre i grandi proprietari terrieri eliminavano ogni altro prodotto.
Buenaventura è la porta economica sul pacifico per la colombia. Nonostante ciò il governo non ha mai prestato attenzione a questa zona. C'è una sola strada che conduce alla città ed è soggetta a frequenti valanghe che la rendo spesso non transitabile. La costa pacifica, a differenza di quella atlantica è soggetta a continue pioggie e paradossalmente è una delle zone con maggiori problemi di reperibilità di acqua potabile.
Inoltre ora, dopo le politiche militaristiche di Bush e lo sviluppo di altre potenze economiche come Cina e India, gli stati uniti stanno perdendo quote di mercato nell'economia globale e si stanno ridirigendo al territorio delle americhe per trovare risorse. Il trattato di libero commercio (ALCA) che stanno per firmare con la colombia in realtà prevede un libero commercio in una sola direzione (da nord a sud) e creerà un aumento della povertà nel paese. Per questo gli USA stanno finanziando una campagna per aumentare la forza militare e paramilitare della Colombia onde evitare possibili rischi di ribellione.
A cuasa della perdita del controllo sul canale di Panama infine, gli stati uniti hanno bisogno di un nuovo canale transoceanico di controllo sul traffico commerciale e il progetto sarebbe poco piu a nord di Buenaventura con la realizzazione di un canale secco nel departamento del Chocò (che confina con Panama ed è l'unico con la costa su entrambe gli oceani oltre ad essere uno dei più poveri del Paese e con la maggior popolazione afro). Questo megaprogetto insieme ad altri tre, sta causando una serie continua di attacchi alla popolazione delle campagne, costretta a "liberare" questi territori e rifugiarsi nelle città aumentando i problemi dell'urbe. I paramilitari nelle città si occupano di ripulire la società eliminando fisicamente i più poveri per garantire il benessere e la "pulizia" all'oligarchia colombiana. Nella solo città di Cali vengono assassinati nei quartieri poveri ogni anno 74 giovani ogni 100.000 abitanti.
Tre anni fa, Salvatore Mancuso, il capo colombiano dei paramilitari, in una intervista alla tv ha dichiarato esplicitamente che i para controllano direttamente il 35% degli eletti nelle due camere del parlamento.
Il potere legislativo quindi (per anni alternanza di liberali e conservatori uniti nel Fronte Nazionale per impedire l'ascesa dei partiti democratici) non fa nulla per impedire tutto ciò e il potere giuridico appoggia queste attività attraverso l'impunità dei colpevoli. L'impunita verso i delitti di violazione dei diritti umani in colombia è la più alta al mondo (97%).
Ma veniamo all'altra faccia di questo Paese meraviglioso. La Colombia è il Paese dell'america latina con la maggior varietà di flora, fauna e popolazione. L'estensione, la presenza dei due oceani, la varietà di climi dovuti alle diverse altitudini offrono paesaggi che vanno dall'alpino al tropicale, subtropicale ed equatoriale. In piccole zone si incontrano microclimi secchi quasi desertici e la costa atlantica offre uno dei migliori paesaggi caraibici.
La popolazione è la più mista dell'america latina, le comunità indigene sono tra le più organizzate. La musica la fa da padrona ovunque e, fuori dalle grandi città riempie l'aria da mattina a notte fonda. La salsa di Cali, la cumbia, il merengue, il vallenato della costa atlantica, la champeta e molte altre musiche e danze tipiche. Un menu' che a volte potrebbe sfidare il nostro: ottime carni (il bestiame vive all'aperto tutto l'anno e l'erba verde non manca), pesci e molluschi, un'infinita varietà di frutta per ottimi succhi naturali preparati sul momento, verdura. Insomma allegria, colori e sapori di un Paese che sfida il conflitto e vive. Paesaggi unici, una cultura, anzi molte culture che si incontrano e si mescolano, architetture splendide e il sogno di "el dorado".
Spero che il ritratto non sia parso quello di un paese invivibile. Si esce la sera, si cammina per le strade, fuori dai grandi centri la porta di casa è sempre aperta e la disponibilità e ospitalità della gente non ha eguali.

da oggi raccontandovi il mio viaggio su "mi buenaventura"

lunedì, 19 novembre 2007

cultura di plastica

il caldo umido sospende il tempo che immobile inizia a ripetersi all'infinito. una bomba esplode, un ragazzo viene assassinato da un poliziotto, la gente inizia ad odiare se stessa. nulla si sa, nulla si saprà. senza conoscenza anche i sogni sono piccoli. ogni differenza è nemica. basta un dettaglio, anche minimo, con gli occhi appannati dal caldo umido.